La fotografia ai tempi della realtà virtuale

Negli ultimi anni i consumatori stanno vivendo sulla propria pelle gli albori di una nuova era dei media. Internet, i Social, l’impressionante diffusione di foto e video nel web unito alle nuove tecnologie riportano l’immagine di un mondo sempre più interconnesso e sempre più affamato di vedere e di toccare con mano ciò che accade.

Anche per questo, nonostante le difficoltà dei primi tempi, nell’ultimo periodo la realtà virtuale e le tecnologie affini stanno riscuotendo un successo fuori dal comune e per i fotografi queste innovazione creano senz’altro nuove allettanti opportunità. Si pensi alla realtà aumentata, un sistema in cui qualcosa di visivo, udibile o tangibile si sovrappone al mondo reale ma in cui il mondo reale resta l’obiettivo principale. La realtà aumentata può essere applicata su qualsiasi cosa, da uno smartphone al parabrezza di un’automobile. I piloti dei caccia, ad esempio, usano da anni questa tecnologia all’avanguardia per avere sempre a vista i dati di volo pur non dovendo mai abbassare gli occhi, grazie ad occhiali e caschi digitalizzati.

A livello di realtà aumentata si pensi all’enorme impatto avuto da Pokémon Go, un autentico fenomeno di massa con migliaia di appassionati che all’uscita dell’app hanno invaso le strade di mezzo mondo alla caccia dei mostriciattoli inventati da Satoshi Tajiri. Anche per quanto riguarda la Realtà virtuale, ultimamente, sono uscite alcune applicazioni straordinarie che hanno saputo mescolare gioco e nuove tecnologie come Pokerstars VR, dove sostanzialmente ci si ritrova con il proprio avatar a fronteggiare avversari dall’altro capo del mondo in sale da poker fedelmente riprodotte. Per quanto riguarda l’arte e la VR, si può citare ad esempio il caso di KingSpray Graffiti dove artisti da strada improvvisati e anche quelli più navigati (si tenga a mente il caso di Pantone, lo street artist argentino che “fonde” la sua arte ultradinamica con le nuove tecnologie) si cimentano con paesaggi urbani pittando la realtà cibernetica che è sempre più simile a quella vera.
Tutto nella VR viene consegnato all’utente dal sistema, quindi le immagini, siano esse foto o video, sono generate da un programmatore o da un fotografo. Mentre gli apparecchi per VR erano fino a qualche tempo fa decisamente costosi, il prezzo oggi è precipitato seguendo le evoluzioni tecniche che hanno reso questa tecnologia matura per la diffusione di massa.
Google ha persino progettato un supporto di cartone in cui si adagia perfettamente uno smartphone per fornire contenuti VR forniti da partner come il New York Times. Posizionato davanti allo spettatore, lo schermo del telefono fornisce già l’opportunità di vivere un’esperienza di realtà virtuale abbastanza coinvolgente.

Al limite tra realtà aumentata e realtà virtuale c’è poi la realtà mista, che utilizza una configurazione VR modificata per sovrapporre gli oggetti in tempo reale al mondo circostante, fornendo al contempo un’interazione più diretta e interattiva.
A tal proposito l’artista inglese Mat Collishaw ha recentemente proposto un progetto di realtà mista denominato Thresholds. Finanziato tramite crowdfounding attraverso la piattaforma Kickstarter, Collishaw ha proposto una “sincronizzazione” tra una riproduzione di una stanza virtuale e degli oggetti fisici posti realmente in una stanza dove poi si è svolta la mostra. “Uno straniante viaggio nel passato” , come è stato definito da alcuni critici, che prometteva di far viaggiare gli internauti nientemeno che nella prima mostra fotografica della storia. Decisamente più terra terra le proposte di quei fotografi e quelle aziende che offrono servizi professionali di fotografia digitale specializzandosi nella realizzazione di video e fotografie immersive in VR e a 360°. Le loro attività sono rivolte soprattutto a privati, negozi o imprese che magari vogliono promuoversi sui nuovi supporti tecnologici avvicinando soprattutto la clientela più giovane. Molti “fotografi virtuali” hanno anche ottenuto una valida certificazione da Google Maps che consente di produrre servizi ad hoc pensati per la piattaforma Street View. La fotografia stereoscopica in 3d realizzata per visori VR sembra dunque anche un’ottima opportunità non più di nicchia per reinventare il mestiere di fotografo mentre l’arte cerca ancora di declinare a pieno queste nuove tecnologie nell’attesa dell’Oliviero Toscani versione 2.0.

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