jacopo benassi

Jacopo Benassi: odio le persone che ridono nelle fotografie

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Questa intervista è stata realizzata a La Bottega di Marina di Pietrasanta, nell’ambito del Caffè dei Maledetti Fotografi.

Jacopo Benassi, ti piace che le tue foto vengano attaccate alle pareti e poi distrutte?

Qualche mese fa sono andato a Catania per un Festival di musica rock ed elettronica. Erano anni che mi invitano ma non mi interessava fare una mostra, così quest’anno sono andato a fare ritratti durante il Festival. Poi sono andato nel quartiere di San Berillo, un quartiere dove ci sono prostitute e travestiti, e per tre giorni abbiamo attaccato questi poster.

Stessa cosa a Parigi con Asia Argento?

Sì, lì c’era un locale, un temporary club ed hanno dedicato un evento ad Asia. Abbiamo esposto le foto dentro il club, le attaccavamo come poster, la mattina dopo non c’erano più, le strappavano tutte. Volevo appenderle tutte il primo giorno, ma mi hanno detto di dosarle, altrimenti le avremmo perse tutte in una volta sola.

A te piace questo modo di fare imperfetto?

È punk. Appendere le fotocopie, i poster, fare le fanzine.

È così che sei...

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