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Duane Michals: tutti i fotografi mentono continuamente

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Duane, hai iniziato a fotografare negli anni in cui Robert Frank documentava l’America, Richard Avedon faceva rigorosi ritratti in studio e tutto il mondo celebrava l’istante decisivo di Cartier-Bresson. Come sono entrate in tutto questo le tue sequenze fotografiche?

A metà degli anni ’60, il paradigma della fotografia era esattamente quello che tu hai descritto. Potevi essere Robert Frank, Cartier-Bresson, Ansel Adams, ma il fotografo era essenzialmente qualcuno che fotografava la realtà. Non ho mai frequentato una scuola di fotografia, e non sono nemmeno mai stato un fotografo amatoriale, così quando sono diventato un fotografo non ero interessato a diventare un altro Robert Frank, anche se pensavo che lui fosse un genio. Sono sempre stato interessato alla lettura, al racconto delle storie, e ho capito che c’era una differenza sostanziale tra fare il reporter per un giornale e scrivere un romanzo. Il giornalista deve documentare ...

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