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Douglas Kirkland: se non ti appassioni ai tuoi sogni, è molto improbabile che tu li raggiunga

Dal 18 ottobre al 5 novembre 2017, Douglas Kirkland sarà presente a Roma, Spazio Extra Maxxi con la mostra “DOUGLAS KIRKLAND – FERMO IMMAGINE”. Oltre gli storici ritratti di Marilyn Monroe, attraverso ‘New York New York’,’ 2001 Odissea nello Spazio’, ‘Titanic” anche il set di ‘Novecento’ e i ritratti di star come Loren e Mastroianni.

Douglas Kirkland, ricordi l’esatto momento in cui hai scattato la tua prima fotografia?

Ho fatto la mia prima foto una gelida mattina di Natale a Fort Erie, in Ontario, dove sono cresciuto vicino al fiume Niagara. Avevo 10 anni e i miei genitori si sono fidati per la prima volta a lasciarmi usare la Brownie di famiglia. Ho chiesto a mio padre, a mia madre e mio fratello Kent di mettersi in posa sui gradini davanti a casa nostra e, con molta cura, ho fatto un solo click. Le pellicola era costosa e potevo permettermi un solo un rullino con otto esposizioni ogni mese. Senza dubbio, in quel momento è iniziato il sogno.

E ricordi anche quando hai scritto ad Irving Penn per proporti come assistente?

Avevo scoperto i lavori di Irving Penn su alcune riviste e ho subito pensato che fosse un maestro. Ho anche pensato che se avessi scritto un certo numero di lettere a qualsiasi persona, prima o poi avrei ottenuto una risposta. Così, dopo tre lettere, il Signor Penn ha risposto che non aveva nessun lavoro per me, ma che fossi capitato a New York, sarei potuto passare dal suo studio. Alcuni mesi più tardi mi sono organizzato per andare qualche giorno a New York. Ho incontrato il Signor Penn, ed è stato abbastanza cortese da guardare il mio portfolio. Gli ho detto che il mio sogno era lavorare con lui e la sua risposta è stata: “Non abbiamo bisogno di nessuno qui”. Ma con molta perseveranza, incredibilmente, due mesi dopo sono riuscito ad ottenere un lavoro con lui. Il mio primo incarico è stato quello di numerare i negativi di Picasso.

Ho incontrato il Signor Penn, ed è stato abbastanza cortese da guardare il mio portfolio. Gli ho detto che il mio sogno era lavorare con lui e la sua risposta è stata: “Non abbiamo bisogno di nessuno qui”.

Pensi che la fotografia si possa imparare?

Certamente puoi imparare la fotografia e le sue tecniche, come per qualunque professione. Puoi applicarti davvero e non devi mai smettere di esplorare. Certo, il talento esiste, ma è necessario fare un duro lavoro e sfidare costantemente te stesso, devi essere consumato dal tuo interesse, dalla tua passione. Se non ti appassioni ai tuoi sogni, è molto improbabile che tu li raggiunga.

Hai imparato molto da Irving Penn. E oggi pensi di essere un buon maestro?

Da Irving Penn ho imparato standogli vicino e osservando con attenzione il suo lavoro. All’epoca era all’apice della sua carriera. I redattori di Vogue e le top model entravano ed uscivano continuamente dal suo studio. Lì ho scoperto che un mondo più grande poteva essere possibile anche per me. Oggi, in realtà, non mi considero un insegnante ma amo dare consigli ai giovani in cui individuo lo stesso entusiasmo e la passione che io ho messo in questo mestiere.

È vero che possiamo non ricordare la scena di un film, ma che sicuramente ricorderemo una fotografia?

No, non sono d’accordo con questa affermazione. Ci sono scene del cinema che restano indelebili nella nostra memoria.

Se non ti appassioni ai tuoi sogni, è molto improbabile che tu li raggiunga.

Quale è stato il segreto, nei tuoi rapporti con gli editori e con le redazioni dei magazine, che ti ha permesso di lavorare così tanto?

Sono diventato realmente amico di un sacco di persone con cui ho lavorato. La fotografia è la mia passione e ho vissuto immerso nel mondo della fotografia. Sono stato fortunato ad incontrare alcuni redattori meravigliosi e potenti ed altre persone del settore che sono diventati i miei sostenitori.

Ti sei mai sentito sotto pressione nel lavorare con le Star?

Quando fotografo qualcuno, mi sento sicuramente sotto pressione, perché mi importano profondamente i risultati e mi interessa ottenere una grande immagine. Ma non mi sono mai sentito intimidito dalla celebrità di qualcuno. Sento la stessa pressione per tutti i miei soggetti. Quando sei di fronte alla mia macchina fotografica, sei sempre una Superstar per me.

E come hai mantenuto questa passione per tutti questi anni, giorno dopo giorno?

Ritengo di essere stato estremamente fortunato ad avere le opportunità che ho avuto, e di aver potuto perseguire i miei sogni fino ad oggi.

Pensi che la bellezza appartenga alla vita reale o solo al cinema o alla fotografia?

Certo, la macchina fotografica si innamora di alcuni individui più che di altri. Ma la bellezza appartiene assolutamente alla realtà.

La macchina fotografia si innamora di alcuni individui più che di altri, ma la bellezza appartiene assolutamente alla realtà.

Preferisci guardare il mondo con la tua macchina fotografia o con i tuoi occhi?

I miei occhi sono la mia macchina fotografica.

Quale è stato il ruolo di tua moglie Françoise nella tua carriera?

Françoise è la mia musa, la mia compagna nella vita e il mio partner in affari da oltre cinquant’anni. La mia non è una “one man band”.

Credi che esista davvero un modo per creare una Star?

È una sensazione molto sfuggente. Al mondo esistono solo poche vere stelle, ma ci sono molte celebrità. La fotografia può contribuire a creare una Star ma la “qualità della stella” deve esistere a prescindere.

E ti piacciono le persone reali?

Naturalmente mi piacciono le persone reali, ma le Star sono anch’esse persone reali. La loro fortuna è brillare in modo più luminoso ed ottenere una maggiore attenzione.

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